BREVE STORIA DEL COTONIFICIO CANTONI

BREVE STORIA DEL COTONIFICIO CANTONI: COME NASCE LA LIUC – Università Cattaneo

Poco meno di duemila studenti (1968 nell’a.a. 2015-16) ogni giorno varcano i cancelli della nostra università, la LIUC – Università Cattaneo.
Forse non molti di loro però conoscono le origini storiche degli ex stabilimenti industriali entro la quale è stata costituita nel lontano – ma non troppo – 1991.

Storia del cotonificio Cantoni
La recente storia dell’università non collima con l’antichissima origine degli edifici della fabbrica tessile Cantoni che oggi la ospitano.
Il cotonificio Cantoni fu fondato nel 1828 a Legnano e all’inizio era solo una modesta attività artigianale di filatura del cotone. Nel 1835 espande le proprie attività e si quotata in borsa nel 1871 con un capitale complessivo di 7 milioni di lire, raggiungendo il suo massimo splendore negli anni ’60 del ‘900 con 11 stabilimenti propri e oltre 5500 dipendenti.
La crisi che portò alla chiusura iniziò nella seconda metà degli anni ’70, dovuta in parte alla crisi energetica e in parte all’aumento del costo del lavoro, ma principalmente alla concorrenza delle industrie estere e al cambiamento delle mode: il tessuto stampato, di cui i magazzini della Fabbrica erano in abbondanza di giacenza, decadde in favore di quello a tinta unita. Tuttavia per oltre un secolo e mezzo la Cantoni rimase uno dei maggiori punti di riferimento per il settore tessile italiano, raggiungendo prestigio notevole anche all’estero grazie ad una fortissima componente di export. Ad oggi ciò che resta dei suoi stabilimenti è riconosciuto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed al Paesaggio di Milano, che tra i primi anni ’90 e l’inizio del duemila ha provveduto a riqualificarne una gran parte, rendendoli una struttura unica con i nuovi complessi commerciali.

Gli stabilimenti di Castellanza
Il complesso di Castellanza era uno degli stabilimenti dell’impresa, e solo una sua piccola parte a livello di superficie (circa 5000 metri quadri su diverse decine di migliaia), tuttavia ne rappresentava uno degli stabilimenti chiave essendo costruito lungo il fiume Olona che ai tempi costituiva una delle principali fonti di approvvigionamento energetico della fabbrica.
All’interno degli edifici appartenenti alla cittadina -che ad oggi conta 14000 abitanti- erano presenti alcune infrastrutture fondamentali per la filatura e la tessitura, nonché importanti centri logistici ed operativi e vi lavoravano oltre mille operai.
La sede di Castellanza aprì intorno al 1930 e chiuse nel 1980 in seguito alla crisi che colpì l’intera azienda, ne seguì un periodo di abbandono durato dieci anni.
L’imponente struttura tuttavia non venne demolita né si deteriorò nel tempo: i suoi spazi e volumi, distribuiti secondo lo stile della fabbrica alta del modello “Manchester”, il suo interesse architettonico, la sua storia secolare, nonché la sua posizione strategica tra Milano e l’aeroporto di Malpensa, fecero sì che l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese la scegliesse come sede per la fondazione di un’università, la nostra LIUC Cattaneo!

Il progetto LIUC Cattaneo
Per riqualificare gli stabili fu ingaggiato l’architetto Aldo Rossi, premio Pritzker 1990, il quale riuscì a reintegrare perfettamente la ex fabbrica con la cittadina e con la sua architettura e ad organizzare al contempo gli spazi in modo ottimale per la vita universitaria.
I lavori iniziarono nel 1990 e terminarono nel 1991, anno di fondazione dell’ateneo.
La LIUC oggi gode della storia di traguardi e successi che tutti noi studenti ed alumni conosciamo, piazzandosi ai primi posti nelle classifiche di internazionalizzazione ed in quelle relative all’occupazione dei neolaureati, testimonianza che lo spirito imprenditoriale ed industriale intrinseco delle sue vecchie mura è stato ed è onorato.
L’università è ancora in crescita e in sviluppo, anche per quello che riguarda lo sfruttamento degli spazi concessi dall’architettura del complesso: solo recentemente, ad esempio, al posto della vecchia caffetteria è stato costituito l’IFAB, laboratorio per l’industria 4.0 .
Tutti voi avrete sicuramente notato come gli edifici adiacenti al campus o quelli appartenenti all’altra sponda dell’Olona siano ancora inutilizzati. Rumors di corridoio sembrano parlare di possibili ampliamenti ed aperture di nuove aree per gli studenti. Forse i più giovani vivranno qui in LIUC una realtà molto diversa da quella in cui studiamo oggi, una cosa è certa: una visita a questo luogo, anche qualche anno dopo la laurea, varrà sicuramente la pena!

Articolo di Emanuele Patriarca

Credits immagine : marcorossi, 11/20/2015, pubblicata su http://bibliolab.liuc.it/node/92