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JUNIOR ENTERPRISE E “UNIVERSITY2BUSINESS”: ECCO DUE MEZZI PER GLI STUDENTI PER ENTRARE IN CONTATTO CON IL MONDO DELLE IMPRESE

L’innovativa piattaforma University2Business si pone l’obiettivo di accorciare le distanze tra le aziende e gli studenti universitari, attraverso un canale digitale che promuove la comunicazione diretta tra le due parti, tramite eventi, sondaggi e soprattutto contest. Lo scopo della piattaforma digitale è perciò analogo a quello di una Junior Enterprise ed è talvolta raggiunto anche tramite modalità simili. Vediamo più nel dettaglio cosa queste due realtà hanno in comune.

 

 

 

PERCHÉ’ NASCE LA PIATTAFORMA

 

University2Business è una società che fa parte del Gruppo Digital360, il quale offre servizi B2B di innovazione e trasformazione digitale. La sua finalità è quella di accompagnare gli studenti in un processo di comprensione della dinamica realtà lavorativa, in continuo mutamento, in modo tale da permettere loro di sviluppare le competenze più richieste. Tutto ciò avviene principalmente tramite lo svolgimento di servizi concreti per aziende che propongono, tramite la piattaforma, progetti e gare. U2B è perciò anche un valido strumento per quelle imprese che credono nella creatività e nel punto di vista innovativo degli studenti e non è raro che esse decidano, al termine dei progetti, di annettere alcuni di questi ultimi al loro interno.

 

COME FUNZIONA

Iscrivendosi gratuitamente gli studenti hanno la possibilità di partecipare a ricerche, sondaggi, progetti e contest proposti dalle aziende. Questi possono richiedere competenze specifiche – come ad esempio saper programmare in un linguaggio particolare – o più semplicemente di presentare la propria idea innovativa in merito a un settore, un problema, un quesito. Spesso queste gare prevedono anche dei premi per coloro che si classificano tra i primi posti, che possono essere in denaro. Normalmente i vincitori, hanno anche la possibilità di presentare la propria soluzione in un incontro con i rappresentanti dell’azienda che ha lanciato il contest, avendo così un’ulteriore possibilità di farsi notare. L’interfaccia semplice e chiara del sito permette non solo di partecipare alle gare, ma anche di vedere quanti posti vi sono disponibili, quante altre persone stanno già partecipando (un breve squarcio sulla concorrenza) e il countdown alla chiusura del contest. Tra gli altri servizi di U2B vi sono infine una bacheca adibita alla ricerca di stage, per tipologia o per luogo, e un blog ricco di contenuti formativi sotto forma di articoli, video, interviste e altro.

LE ANALOGIE CON UNA JUNIOR ENTERPRISE

Analogamente a una Junior Enterprise questa piattaforma permette agli studenti di mettersi in gioco in progetti concreti, sviluppare competenze utili a fini lavorativi e arricchire la propria esperienza formativa. Come una JE rappresenta inoltre un ponte con la realtà lavorativa e un trampolino di lancio per il futuro, che a differenza di un posto di lavoro tradizionale si inserisce flessibilmente nella vita di uno studente, senza dover tralasciare gli esami universitari o altri impegni. Infine vi è talvolta una similitudine tra le modalità di lavoro di una Junior e dei partecipanti a un progetto come quelli proposti su U2B: ad esempio durante i meeting con il network delle JE, è talvolta possibile prendere parte a workshop che possono essere sotto forma di contest.

Perciò se si è desiderosi di mettersi alla prova e di imparare, le Junior Enterprise e U2B possono essere certamente due eccellenti mezzi.
http://www.university2business.it/

 

Articolo di Giulia Galvani

l’esperienza di lego serious play – teambuilding jeliuc

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Quando mi sono ritrovata a riflettere su cosa fare per creare coesione tra i membri del team di Jeliuc mi erano balenate in mente diverse opzioni, ma nessuna mi sembrava potesse avere delle ripercussioni forti sulle dinamiche e sui legami del gruppo fino a quando un giorno di Novembre dell’anno scorso sono stata contattata da Stefano Selvini, un coach che mi ha proposto di fare un’esperienza di teambuilding attraverso la metodologia Lego Serious Play. Per sua natura questa metodologia mette a confronto tutte le parti in causa e quindi è pensata per coinvolgere in forma verticale tutti i membri (modalità top-down), lasciandoli liberi di esprimersi senza patire il peso del giudizio altrui poiché tutti si esprimono attraverso il medesimo strumento: il mattoncino LEGO.
Soltanto quando ho visto i volti dei miei ragazzi dopo 8 ore di lavoro intenso su se stessi e sul gruppo mi sono resa conto del piccolo miracolo che insieme a Stefano era stato compiuto. Visi stanchi, provati emotivamente, ma sereni e fiduciosi non soltanto nelle proprie capacità, ma anche nel supporto del resto del team. Esperienza intensa, profonda e travolgente delle dinamiche di comportamento più interne di ogni partecipante e di gruppo. Di seguito alcuni commenti a caldo degli associati che hanno aderito all’iniziativa.

“Lego Serious Play è stata un’attività di team building condotta in modo serio e proficuo. La qualità e il successo di questa esperienza sono state determinate dalle competenze del coach, che si è dimostrato molto paziente e che ci ha trasmesso molta energia. Quando decisi di partecipare, non mi ero ancora resa conto dell’apporto emotivo che avrebbe richiesto: è stata, infatti, un’esperienza intensa, che ha coinvolto emotivamente tutti noi e che ci ha permesso di conoscere meglio non solo le persone che vediamo quotidianamente in università, ma anche noi stessi.” – Alessia Fausti

“La “Lego Serious Play” è stata un’esperienza unica in tutti i sensi, non solo per quanto riguarda l’uso dei Lego come mezzo unico e stimolante. La capacità di Stefano di infondere sicurezza in ogni partecipante e di scoprire ogni significato nascosto in ciò che costruivamo ha permesso a ognuno di noi di sfogare paure e preoccupazioni in un clima di serenità. Tutto ciò che ci affliggeva e che tentavamo di nascondere ai nostri colleghi, ma che inconsciamente volevamo liberare, ha fatto conoscere a ogni persona presente un lato diverso e nascosto di noi, stabilendo nel gruppo un forte legame di fiducia e solidarietà che non mi sarei mai aspettata. Il suo modo di guardare a uno a uno tutti noi negli occhi interrogandoci su quello che noi stessi, senza nemmeno rendercene conto, avevamo costruito a partire da suoi input, mi ha permesso di condividere sentimenti ed esperienze di cui mai avrei immaginato di parlare con persone che conosco da così poco tempo. Da persona da poco venuta a contatto con la realtà di JELIUC, posso solo essere grata a Stefano e agli altri ragazzi presenti per avermi permesso di conoscerli in questo modo e di farmi conoscere realmente a mia volta.” – Giulia Galvani

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“Inaspettato ed emozionante, una delle esperienze più costruttive che abbia mai fatto, in senso fisico e figurato. È incredibile come molto spesso riusciamo a trasmettere le nostre idee alle nostre mani con così tanta semplicità. Il nostro team è risultato più unito che mai, e le ore sono quasi volate. Sicuramente impegnativo, ma molto divertente e profondo.” – Niccolò Luoni

“E’ stata un’esperienza particolare ed un mix di emozioni. Molto divertente! Stancante con gioia e soprattutto intensa dal punto di vista mentale. Per me è stata dura aprirmi, in parte non volevo perché non sono il tipo però tirare fuori un po’ di cose è stato wow….non so nemmeno esattamente che parole usare! Vedere che anche voi vi siete emozionati ognuno per quello che aveva dentro è stato illuminante per me. Insomma su alcune cose mi sono rivista in ognuno di noi anche se pur diversi e non me lo sarei mai aspettata. Insomma è stato bellissimo…GRAZIE!” – Arianna Cantù


Stefano è riuscito ad infondere un senso di fiducia profondo che ha creato la base per un’amalgama emotiva di condivisione tra tutti i membri del team, un “applauso” che si è rivelato ben eseguito grazie alla partecipazione e all’interazione proficua tra partecipanti e coach.
“Mostrate fiducia nei vostri uomini ed essi faranno in modo di meritarsela; trattateli da professionisti seri, ed essi faranno di tutto per non deludervi” diceva W. Emerson e ai miei ragazzi non posso che augurare: Ad maiora!

Roberta Cirafisi
Tesoriere e Responsabile delle Risorse Umane – Jeliuc